Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 2017 alle 13:00

I Mussolini querelano la Rai: “Violata la tomba di famiglia”

L’ira della nipote del Duce, Alessandra: “Comizio non autorizzato di Agorà insieme all’Anpi”

Questa volta si è oltrepassato il segno. Il servizio pubblico della Rai si è trasformato in diffamazione.

È sempre Agorà l’imputata, trasmissione mattutina di RaiTre, famosa per la sua faziosità, superiore anche a quella di Fabio Fazio e Bianca Berlinguer. La troupe va a Predappio per raccontare dell’iniziativa del sindaco Pd, Giorgio Frassineti, di trasformare l’ex Casa del Fascio, oggi abbandonata, in un centro studi sui totalitarismi e dittature del Novecento. Lunedì mattina Agorà è andata in diretta col sindaco, il presidente dell’Anpi di Forlì-Cesena, Miro Gori, dalla Cripta Mussolini in cui si trovano le tombe del padre dell’onorevole Alessandra Mussolini, Romano, ma anche degli zii, di nonna Rachele e del nonno Benito Mussolini.«Risponderanno in tribunale di questa gravissima provocazione. La cripta è privata e loro non potevano andarci senza autorizzazione e quelle sono tutte persone sgradite alla famiglia», commenta l’europarlamentare di Forza Italia annunciando querela contro la Rai, l’Anpi e il sindaco di Predappio (che ieri si è scusato sul Tempo), ricordando che quel posto è, al di là del valore simbolico, il luogo «dove sono seppelliti i miei cari». «Sono addolorata per quello che è successo – commenta la Mussolini – e con me anche mia cugina Edda Negri Mussolini, la figlia di Anna Maria, perché il braccio armato della sinistra, ovvero Agorà, ha commesso un oltraggio senza precedenti. La cosa grave è che questi cialtroni pur di fare un po’ di ascolto, pur di creare un collante nella sinistra dell’antifascismo rampante e folkloristico, non esitano a profanare un luogo sacro».

Una diretta infamante. Già nell’introduzione delirante della conduttrice di Agorà, Serena Bortone: «La vera differenza che separa noi dal resto dei Paesi europei è la tomba di Mussolini». Dimenticandosi che Stalin è sepolto ai piedi del Cremlino e a Francisco Franco è stato dedicato un mausoleo. Ma peggio fa l’inviata, Irene Benassi, che con un’aria superba e insolente, tocca corone e ricordi lasciati dai visitatori, ponendo l’accento sugli omaggi fascisti portati dalla gente al Duce. Poi il rappresentante dell’Anpi denuncia la «notizia sensazionale» che la tomba sia meta di turismo nostalgico e che «io non mi trovo tanto bene qui» (chi gli ha ordinato di andarci?). «La Benassi si è anche permessa di sfogliare il libro degli ospiti dove io dieci giorni fa ho messo una firma di affetto per mio padre – continua la Mussolini -. Hanno portato lì cavi e luci e appoggiato i loro gomiti sulle tombe come se si trattasse del bancone di una macelleria. È come se si entrasse a casa di qualcuno senza chiedere il permesso e questa è l’ennesima porcata fatta da Agorà, la trasmissione peggiore che ci possa essere, mandata in onda con i soldi del servizio pubblico, che pago anche io». La Mussolini ha ricevuto migliaia di post di gente schifata e disgustata per l’affronto di Agorà. «È una questione di rispetto, questi hanno profanato una tomba, sputando i loro insulti in faccia ai morti. Ma i defunti sono sacri, non ci sono defunti di serie A e di serie B. Di fronte a questa strumentalizzazione violenta, la gente è indignata. Boldrini&Co. generano odio e odio hanno». Malgrado tutto questo è arrivata la difesa di Usigrai, d’intesa con la Fnsi, alle due giornaliste: «Ormai chi si occupa del neofascismo diventa obiettivo di minacce e insulti. Necessario rilanciare tutte le inchieste che si occupano della riemersione del fascismo». Se questo è giornalismo.

Il Giornale

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