Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2017 alle 14:46

Zurigo, via al “reddito incondizionato”: 2.200 euro al mese per tutti

Mentre in Italia il dibattito è fermo al reddito di cittadinanza, misura ancora lungi da concretizzarsi, Zurigo, in Svizzera, segna una nuova frontiera nel campo del sostegno economico pubblico alla popolazione con il “reddito incondizionato”. E non sarà un caso se la novità arriva da un paese che ha molto da insegnare al resto del mondo quanto a civiltà, progresso e diritti (economici e non solo). I vertici di Zurigo hanno infatti deciso di istituire un “reddito di base incondizionato” che arriverà a tutti i residenti della città. E l’assegno non è affatto misero: ammonta a ben 2.500 franchi mensili, pari a circa 2.200 euro.

Il provvedimento in questione, promosso dalla sinistra, è stata approvata a maggioranza e quindi adottato in via sperimentale, proprio in questi giorni, dal Consiglio Comunale della città. A breve tutti gli abitanti di Zurigo, senza eccezioni, avranno a disposizione un “salario di Stato garantito” che per i cittadini maggiorenni sarà pari, come detto, a 2.500 franchi, mentre per i minori avrà un importo di 625 franchi, ossia circa 550 euro. L’idea, in realtà, non è una novità assoluta: la proposta di legge relativa al “reddito incondizionato” era stata presentata lo scorso anno a livello nazionale, ma in seguito bocciata. Ora che è stata approvata, l’esecutivo di Zurigo ha a disposizione due anni di tempo per decidere come metterla in pratica.

“Ci muoviamo con i piedi di piombo”, dichiara il Consigliere Comunale socialista Urs Helfenstein. Fra i sostenitori dell’iniziativa figura anche Sergio Rossi, docente di economia presso l’Università di Friburgo: “Il progetto che avevamo proposto a livello nazionale sarebbe stato sostenuto, tra l’altro, tassando le transazioni finanziarie”, ha spiegato l’esperto a Repubblica. Secondo gli addetti ai lavori, il reddito di base incondizionato non dovrebbe creare problemi ai conti dello Stato, perché andrebbe a sostituirsi a quasi tutte le prestazioni sociali superando il sistema attuale, risalente alla seconda metà del secolo scorso. Naturalmente, se l’esperimento dovesse andare a buon fine, la stessa misura potrebbe essere adottata in tutta la Svizzera e in altri paesi dell’Europa. Magari, chissà, anche in Italia…

Direttanews

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