Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2017 alle 14:54

”Ero malato di sesso, non mi controllavo più. Sono stato anche con degli uomini.

A Venezia il suo documentario è stato accolto in maniera trionfale, anche se non sono mancate le voci fuori dal coro. Lui, la pornostar più famosa al mondo Rocco Siffredi, ha celebrato il momento concedendo una lunga intervista a La Zanzara su Radio 24 in cui racconta dettagli inediti della sua vita. A partire dalla sua idea della morte, argomento che affronta senza troppi giri di parole. “Voglio morire prima che finisca il mio corpo. Non voglio invecchiare. E sono a favore dell’eutanasia a cento per cento. Ho apprezzato Monicelli quando si è buttato dalla finestra, ecco farei la stessa cosa”.

“Sono stato anche con gli uomini, ho provato tutto – racconta ai microfoni del programma parlando della sua dipendenza da sesso – Anche rapporti omosessuali. Ma non è questa la cosa brutta, figuriamoci. La cosa più schifosa che è successa nella mia vita è questa: quando giocavo con mio figlio, Lui (il pene) mi prende, mi tira via e ti porta a fare sesso”. Rocco ha anche confessato di parlare spesso con il suo membro: “Non sto scherzando.. Spesso gli dico: oggi non mi abbandonare, non mi mollare proprio adesso. Non tutti i giorni sono uguali, non tutte le donne sono uguali. E allora gli dico: oggi c’è da lavorare duro, dammi una mano”.

A sconcertare gli ascoltatori è soprattutto un episodio avvenuto il giorno del funerale della madre: “Non lo sapeva nessuno, neppure mia moglie e i miei figli. Sono stato con una vicina di casa di mia madre. Piangevamo, ci abbracciavamo. Ci siamo stretti e a un certo punto mi è partito l’embolo. Erano due mesi che ero attaccato a mia madre, la vedevo vomitare sangue fino a quando non è morta. Abbiamo fatto del sesso orale, mi sono vergognato da morire”. Caffeinamagazine

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