Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2017 alle 17:51

Franco Franchi, 25 anni fa moriva la “faccia di gomma” dello spettacolo italiano

Sarà forse un caso, ma su YouTube, auditel popolare quanto attendibile, il video più cliccato di Franco Franchi è quello della sua ultima sua apparizione in tv nel 1992 a Domenica In quando era ormai molto malato e vicino alla fine.

Si vede un attore comico provato, ma ancora pieno di quell’umanità che lo ha contraddistinto tutta la vita e che dice visibilmente commosso al pubblico in studio: «Devo tutto a voi».

Cosa resta oggi di Franco Franchi a 25 anni della sua scomparsa avvenuta il 9 dicembre del 1992?

Sicuramente la sua faccia di gomma, che lo rendeva una sorta di Jim Carrey italiano ante litteram, e che dava alla coppia comica, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, un valore aggiunto al comprimario imbranato e ingenuo, ma pieno di esuberanza e fuoco popolare, mentre Ingrassia era quello più furbo, informato, serio e maltrattatore. Un po’ come è per tutte le coppie comiche da Stanlio & Ollio in poi.

Ma come titola l’omaggio che si terrà a Palermo domani, ‘Franco Franchi, maschera di Palermo’ Franco Benenato (questo il suo vero nome) era soprattutto una maschera siciliana. Un uomo nato povero, quarto di tredici figli, che è costretto subito a lavorare, ma anche a commettere piccoli furti, cosa che gli costò il carcere nel 1950.

Le cose cambiano grazie all’incontro prima con Salvatore Polara, con il quale iniziò a recitare, suonare e cantare per strada con il nome d’arte di Ciccio Ferraù, poi con Ingrassia, ex calzolaio ma già attore affermato a livello popolare. Da qui il loro lungo sodalizio (interrotto da due rotture professionalità poi ricucite) prima in strada, poi in teatro e, infine al cinema dove i due hanno prodotto ben 116 lungometraggi, quasi tutti definiti dai critici di serie b. Ma al là di questo giudizio, per loro fu grande successo al box office (circa il 10% degli incassi annuali in Italia negli anni Sessanta). Poi per Franchi alcune partecipazioni in film ‘altì come Kaos, dei fratelli Taviani e in Tango blu di Alberto Bevilacqua.

Non manca nella vita del comico siciliano, nel 1989 un avviso di garanzia per associazione mafiosa da parte del magistrato Giovanni Falcone per il maxiprocesso quater. In quella occasione Franchi riconobbe di aver incontrato, anche grazie al suo lavoro, boss mafiosi, ma a scagionarlo fu il fatto che questi personaggi erano di famiglie rivali.

Nel ricordo di Franchi che si terrà a Palermo al cinema De Seta, l’associazione Lumpen, che ha organizzato le due serate, ha coinvolto gli attori palermitani Ficarra e Picone, Marco Giusti, autore televisivo e critico cinematografico, e il regista Franco Maresco, autore di Come Inguaiammo Il Cinema Italiano, il documentario più completo mai dedicato alla vita e all’arte di Franchi e Ingrassia, scritto e montato insieme a Daniele Ciprì e a Claudia Uzzo.

Saranno proiettati filmati rari e inediti e mostrate anche foto della coppia Franchi e Ingrassia sui set, in teatro e nella vita privata , insieme a rare locandine e poster realizzati per la distribuzione dei film della coppia in paesi stranieri come Francia, Germania e Argentina.

Alle 11 di oggi invece è stata celebrata una messa presso la chiesa di Casa Professa, stesso luogo dove si svolsero i funerali. Alla cerimonia saranno presenti i figli e parenti dell’attore, il sindaco Leoluca Orlando. Gds

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