Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2017 alle 18:05

PRIMA DI IMPICCARSI QUESTO 13ENNE HA SCRITTO UNA LETTERA. ORA I SUOI GENITORI VOGLIONO FAR CONOSCERE A TUTTI LA SUA STORIA!

Mancava solo qualche settimana al suo quattordicesimo compleanno, quando Daniel Joseph Fitzpatrick ha deciso di togliersi la vita. La sorella Kristen, 17 anni, lo ha trovato l’11 agosto senza vita, appeso per la cintura dei pantaloni. I genitori, Maureen e Daniel, straziati dal dolore non hanno voluto che il lutto impedisse loro di condividere questa storia. Il figlio era stato vittima di bullismo per così tanto tempo, da non vedere altra soluzione se non quella di farla finita.

L’adolescente aveva scritto una lunga lettera in cui spiegava i motivi del suicidio e i genitori hanno deciso di renderla pubblica. Daniel spiegava come i suoi compagni di classe, e un tempo amici della scuola cattolica che frequentava, si erano improvvisamente accaniti contro di lui, attaccandolo ogni giorno:

“… Anthony ha iniziato tutto. Mi ha preso in giro insieme a John, Marco, Jose e Jack, sempre, fino a quando non è scattata una rissa con lui, si sono fermati tutti, tranne John che era molto arrabbiato… Mi sono battuto con lui e mi sono fratturato il mignolo”. Daniel, conosciuto anche con il diminutivo Danny, scrive che i ragazzi si prendevano gioco di lui a causa del peso, dei suoi voti e perché non era abbastanza “duro”. “Mi sono arreso. Gli insegnanti non hanno fatto NULLA”.

Mancava solo qualche settimana al suo quattordicesimo compleanno, quando Daniel Joseph Fitzpatrick ha deciso di togliersi la vita. La sorella Kristen, 17 anni, lo ha trovato l’11 agosto senza vita, appeso per la cintura dei pantaloni. I genitori, Maureen e Daniel, straziati dal dolore non hanno voluto che il lutto impedisse loro di condividere questa storia. Il figlio era stato vittima di bullismo per così tanto tempo, da non vedere altra soluzione se non quella di farla finita.

L’adolescente aveva scritto una lunga lettera in cui spiegava i motivi del suicidio e i genitori hanno deciso di renderla pubblica. Daniel spiegava come i suoi compagni di classe, e un tempo amici della scuola cattolica che frequentava, si erano improvvisamente accaniti contro di lui, attaccandolo ogni giorno:

 

“… Anthony ha iniziato tutto. Mi ha preso in giro insieme a John, Marco, Jose e Jack, sempre, fino a quando non è scattata una rissa con lui, si sono fermati tutti, tranne John che era molto arrabbiato… Mi sono battuto con lui e mi sono fratturato il mignolo”. Daniel, conosciuto anche con il diminutivo Danny, scrive che i ragazzi si prendevano gioco di lui a causa del peso, dei suoi voti e perché non era abbastanza “duro”. “Mi sono arreso. Gli insegnanti non hanno fatto NULLA”.

“La storia di mio figlio deve essere conosciuta da tutto il mondo, tutti devono comprendere il dolore che si prova per gesti del genere”, ha dichiarato il padre di Daniel con voce roca per l’emozione in un video che ha pubblicato su Facebook. “Nessun bambino dovrebbe passare quello che ha passato mio figlio”. Nella struggente registrazione, il meccanico ha anche spiegato che la scuola sembrava non trattare seriamente le loro preoccupazioni, quando hanno spiegato al preside ed agli insegnanti i problemi di Danny. “Tutto quello che ho ottenuto è stato è stato un: ‘Starà bene! Avrà una consulenza! Bisogna impegnarsi di più, questo passerà’”.

Daniel Sr. ha avuto anche parole forti per i genitori dei ragazzini che lo sbeffeggiavano: “Danny era una speciale e piccola anima gentile. Questi piccoli mostri continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto, ed i loro genitori cosa faranno?”, poi ha continuato dicendo: “Vorrei solo sentire: ‘buon giorno papà’ dal mio piccolo Danny, come facevamo ogni giorno”.

Nel loro più profondo dolore, la famiglia ha deciso di pubblicare questa storia, per portare maggior attenzione al problema del bullismo ed alle conseguenze fatali a cui può portare. Un bambino durante l’adolescenza può essere davvero fragile e non vedere via d’uscita da quel “tunnel” di cattiveria che lo attanaglia giorno per giorno. Ma se tutti aprissimo gli occhi su questo problema, forse potrebbero essere salvati tanti bambini.

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